Il comitato per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 ha presentato al governo il proprio piano di lavoro, incontrando una sorta di imbarazzato silenzio da parte del presidente Monti e di almeno tre fra ministri e sotto segretari. Era verosimile pensare che i progetti sbandierati al tempo dell’incoscienza (o della malafede) con il governo Berlusconi fossero stati accantonati e invece no, tutto è proseguito come se la manovra “lacrime e sangue” non fosse mai stata fatta, come se la situazione catastrofica dell’economia italiana ed europea fosse ancora denegata, come se bastassero i bluff per avere via libera verso il disastro. Scrivo questo pezzo in prima persona, perché voglio assumermi una responsabilità che supera quella civile e penale del direttore, la responsabilità di chi ha seguito e servito gli interessi del mondo sportivo per una vita intera e ora dice basta. La nomenclatura intoccabile dello sport italiano ha fallito ogni organizzazione sportiva a partire da “Italia ‘90”, con la [...]
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