Le Olimpiadi a Roma ? 20+20 volte NO !!!

roma-2020
di Giorgio Viglino
24 gennaio 2012

Il comitato per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 ha presentato al governo il proprio piano di lavoro, incontrando una sorta di imbarazzato silenzio da parte del presidente Monti e di almeno tre fra ministri e sotto segretari. Era verosimile pensare che i progetti sbandierati al tempo dell’incoscienza (o della malafede) con il governo Berlusconi fossero stati accantonati e invece no, tutto è proseguito come se la manovra “lacrime e sangue” non fosse mai stata fatta, come se la situazione catastrofica dell’economia italiana ed europea fosse ancora denegata, come se bastassero i bluff per avere via libera verso il disastro.

Scrivo questo pezzo in prima persona, perché voglio assumermi una responsabilità che supera quella civile e penale del direttore, la responsabilità di chi ha seguito e servito gli interessi del mondo sportivo per una vita intera e ora dice basta. La nomenclatura intoccabile dello sport italiano ha fallito ogni organizzazione sportiva a partire da “Italia ‘90”, con la sola lodevole eccezione dei 20° Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, non a caso snobbati dalla nomenclatura stessa. Ora è ulteriormente degenerata attenta solo a seguire i propri affari al punto di non capire quale sia la situazione di emergenza che attraversa il paese.

NO l’Olimpiade a Roma non s’ha da fare, e la candidatura deve essere ritirata anche se il rischio che venga accettata dal resto del mondo è comunque minimo, proprio perché ora come non mai anche nello sport ci conoscono troppo bene.

Italia ‘90” fu l’ultima realizzazione giunta a compimento pur con sprechi assurdi, spese e appalti più che discutibili, salvata da una via crucis di procedimenti giudiziari dallo scoppio ben più fragoroso di “Mani Pulite”. E ai tempi di “Italia ‘90”, Franco Carraro, era al tempo stesso presidente del Comitato Organizzatore, e presidente del Coni, e ministro dello Sport e Sindaco di Roma. Mario Pescante succeduto dopo breve interregno come presidente del Coni era stato segretario generale per 30 anni, e ora è senatore, Pdl ovviamente . Gianni Petrucci, per 30 anni burocrate divenne il nuovo presidente ed è tuttora in carica. Bene! Ci sono tutti tre nel Comitato per la Candidatura Roma 2020, guarda caso, sotto l’ala protettiva del gran cerimoniere Gianni Letta, indagato per vari scandali del berlusconismo ma finora non arrivato al giudizio, e con il fallimentare sindaco della capitale, Gianni Alemanno, che, al di là ogni altra ragione, non si sa con quale faccia possa presentare su un palcoscenico mondiale una città allo sfascio e in preda a un vero assalto della malavita, qual è la Roma dei giorni nostri.

Il Comitato per la Candidatura esiste da circa un paio d’anni, ha assunto progressivamente 58 dipendenti, e poi solo negli ultimi sei mesi, altri 48 in più, oltre a collaboratori scelti prevalentemente fra i giornalisti. La maggior parte di questi elementi hanno partecipato all’organizzazione dei famigerati campionati mondiali di nuoto che portarono allo scandalo che costò la carriera a Guido Bertolaso, onnipotente numero uno della Protezione Civile. Nel frattempo sono state bocciate dai diversi consessi internazionali le candidature per i Campionati Europei di calcio (due volte), per Milano Olimpica, per le massime manifestazioni di basket, rugby e pallavolo, il Gran Premio di Roma di F1, eccetera eccetera. L’unica eccezione Torino 2006, non a caso rintanata nell’angolo nord-ovest d’Italia, ignorata dalle istituzioni sportive e politiche finchè non c’è stato da fare passerella per premiare: e Torino 2006 ha chiuso con un attivo di €42milioni, che sono stati sbloccati soltanto adesso, e che serviranno in questi tempi di magra per cercare di non buttar via tutto quanto è stato ottenuto con il rilancio della città e delle sue montagne.

Comunque NO ! Nemmeno Torino sarebbe stata da fare se i tempi fossero stati quelli attuali. Ma Roma e il Coni, e le centrali sportive delle varie federazioni nazionali, hanno dato tali prove negative da far dubitare che fosse opportuno già solo pensare alla candidatura anche in tempi che si fingeva fossero solidi. Quindi NO !

Giornali e TV, di stato e non, hanno cominciato da oggi a mettere sotto pressione il governo con un’azione lobbistica clamorosa. La scadenza della presentazione della candidatura è prevista per il 15 febbraio e fra i documenti richiesti dal CIO,  c’è una lettera d’intenti da parte del governo, e quindi c’è la necessità di quel documento per poter almeno proseguire nella corsa fino alla scelta finale, e spendere i milioni stanziati per questa oprima parte.

A mo’ di esempio prendo il Corrierone che ha dedicato oggi una intera pagina con un’intervista scendiletto a Petrucci, nella quale il presidente del Coni dice qualche falsità (non è vero che il costo sarebbe di €4.800milioni ma una giusta previsione lo triplica; non è vero che l’edizione 2020 è unica e irripetibile, anzi sono molto più forti Istanbul e persino Tokio; è assolutamente vero che l’Olimpiade di Atene è stata la prima causa del crollo dell’economia greca; non è vero che “Italia ‘90” ha fruttato Lit.200miliardi, ma soltanto Lit.98miliardi alla Federcalcio, anche se non sappiamo quanto si sia guadagnato realmente perchè nessuno ha mai visto il bilancio del Comitato Organizzatore, che peraltro aveva sede in Svizzera, e chissà se ha pagato la tasse qui o là; eccetera, eccetera) ma soprattutto fa tre affermazioni perlomeno sconcertanti.

La prima. <… l’Italia, unica al mondo ha 5 membri nel Cio… e Raffaele Pagnozzi è segretario dei comitati olimpici europei…>.

Vuol affermare il presidente del Coni, e il Corriere della Sera con lui, che le assegnazioni vengono fatte non per meriti ma per scoperti intrallazzi ?

La seconda. <… è assurdo che la Germania possa entrare in competizione con noi. E sa perché? Il giorno dopo l’assegnazione dei giochi il Cio eleggerà il nuovo presidente, e il candidato numero 1 è il tedesco Thomas Bach>. Intervistatore: <… il quale per essere eletto avrà bisogno dei voti italiani…>. Petrucci: < (sorriso) Questo lo ha detto lei>.

E’ un linguaggio che in altri casi si definirebbe mafioso, oppure no ?

La terza. Intervistatore: <Se Monti non fosse di questa idea (ndr. Sì alla candidatura) ?>. Petrucci: <Credo che uno venga ricordato non per le cose che fa, ma per quelle che non fa…>.

E’ una minaccia ?

3 commenti presenti

  1. Concordo con l’articolo. A Londra le olimpiadi sono costate 12 miliardi di sterline (14 miliardi di euro). In Italia gli stessi gerontocrati che hanno fatto disastri nell’organizzazione degli eventi citati nell’articolo dicono che le olimpiadi sono a costo 0. Non ci crede nessuno.
    Per finanziarle dovranno alzare le tasse (un bell aumento IVA o accisa sulla benzina) e poi, quando costeranno il triplo, aumenteranno anche l’irpef e taglieranno ancora le pensioni…
    Ci vorrebbe un referendum che spiegasse che le olimpiadi costerebbero circa 6/700 euro a italiano ma probabilmente molto di piú.

    FRANCESCO

  2. da Marzio inviata alla mail di “TC la Terra Comune”.
    Credo che sia più o meno vergognosa la sola ipotesi di poter concorrere a organizzare un’Olimpiade visti i tempi che corrono, la situazione dell’economia italiana, e gli esempi deleteri giustamente citati nell’articolo. L’Italia cosidetta sportiva è soltanto un business, mentre i praticanti dello sport, quelli veri sono tanti e soltanto appassionati. Questi dirigenti disgustosi Carraro, su tutti, Pescante, Petrucci e quell’altro Pagnozzi, che viaggiano come miliardari con le auto blu, i voli in prima classe, gli alberghi a 5 stelle che cosa rappresentano ? Meglio i miliardi dati ai calciatori, eccessivi, immorali d’accordo, ma almeno guadagnati con abilità effettiva. E bene anche agli Euro molto minori che prende un atleta o uno sciatore. Sono quelli che prendono come stipendio questi signori ma ancor più quelli che trovano “arrotondando” che fanno scandalo.
    D’accordo ! 20+20 volte NO a Roma 2020

    MARZIO

  3. Caro Giorgio, il tuo articolo non fa, purtroppo, una piega. Ricordo su Italia ’90 i costi esorbitanti per lo stadio di Torino, che salivano di giorno in giorno fino a triplicare, per avere un gigantesco impianto di atletica leggera dove non si svolse mai una manifestazione di livello. La pista non era omologata dal Cio e le gare nazionali e internazionale si svolgevano/svolgono al Parco Ruffini. E durante le partite di calcio, se eri in curva, quando la palla superava il centrocampo opposto, non capivi se viaggiava in orizzontale o verticale e per sapere se qualcuno aveva segnato un gol dall’altra porta, dovevi attendere il boato dei tifosi più vicini. Poi il tutto (pubblico e con soldi pubblici) “regalato” in buona sostanza alla Juventus con tanto di standing ovation. E che dire dell’impianto galattico di Bari, che forse sarebbe esagerato anche per Real Madrid e Barcellona ? “Ordinato” da Antonio Mataresse allora deputato Dc, costruito dal fratellone Michele e benedetto dal vescovo Giuseppe. In Italia non dobbiamo organizzare nemmeno un campionato mitteleuropeo di hockey su prato, altrimenti le spese (e tutto ciò che illegalmente si “muove” dietro) muoverebbero un totale non di una, ma di dieci-cento-mille manovre. Per carità. Guai a Olimpiadi, Europei di “qualsiacosativengainmente”, Mondiali di ogni tipo, calciobalilla compreso. Purtroppo non siamo in grado di gestire in normalità nulla di tutto ciò. Mi dispiace solo per i giovani. Spero viaggino.
    Massimo Picone
    La Stampa
    red. Savona

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